Giorgio Tarabella taglia il traguardo della sua dodicesima pubblicazione con “Le voci del mio io”, una raccolta poetica che esplora i confini dell’anima e celebra l’intensità della vita e il potere salvifico del sentimento. L’opera - pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore e disponibile anche nella versione e-book - si caratterizza per una rara intensità emotiva e una profondità filosofica che non rinuncia mai al calore del linguaggio umano. L’uso del maiuscolo non è un semplice vezzo grafico, ma una scelta stilistica precisa. «Contribuisce più efficacemente al mio rapporto con il lettore - spiega l’autore, nato a Seravezza ma che vive a Forte dei Marmi - dando maggiore forza al significato delle parole». L’autore distilla le stagioni della vita attraverso un codice stilistico unico: una forma libera, intrisa di pathos, capace di trasformare il ricordo personale in un’esperienza universale. «La scrittura poetica - afferma, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore - diventa anche una forma di testamento esistenziale: l’autore mette nero su bianco tutto ciò che ha vissuto, amato, perduto, sofferto, sperato. I temi della raccolta sono molteplici, ma ruotano attorno a quattro grandi poli: natura, tempo, guerra e amore».
Il cuore pulsante del libro risiede nella capacità dell’autore di trasformare il sentimento in un’esperienza trascendentale. «La poesia è la principale ed essenziale fonte idonea a trasferire nel futuro le proprie idee, i sani principi, gli insegnamenti, gli esempi e le memorie del nostro presente e passato. L’amore è l’unica prima vera fonte destinata all’eternità». La poetica di Tarabella non fugge dal presente, ma lo affronta con la forza di chi ha saputo ascoltare le urgenze del proprio io, trasformandole in una melodia universale che batte all’unisono con il cuore del mondo. «L’amore potrebbe tutto se tutti lo praticassero e lo estraessero dal proprio io, come fiamma che divampa all’esterno e inonda con il suo calore il significato della sua parola».
Ma quando la “voce” interiore del poeta diventa la voce di tutti? «Il mio io e il mio noi - risponde l’autore - sono già le voci di tutti, in quanto ciò che materializzo nella scritta parola è la realtà della vita». La poesia eleva a canto il reale, cercando nella fede e nella bellezza della natura il senso ultimo dell’esistenza. Nei versi, inoltre, emerge «un intenso e intimo rapporto con la sua terra, la Versilia».
La silloge si conferma come una tappa fondamentale per indagare i legami profondi e gli affetti più cari con una spiccata sensibilità. Tarabella invita il lettore a chiudere gli occhi e a lasciarsi trasportare oltre l’orizzonte, dove solo il pensiero del futuro e la purezza del sentimento contano davvero. «Non distraetevi dalle futilità, seguite sempre ciò in cui credete, ciò che avete trattenuto da una parola amica, nei vostri cuori, nella vostra mente. Ma, soprattutto, spero di avervi fatto conoscere il vero amore». “Le voci del mio io” sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026. «Sarà un’esperienza ricca di emozioni e sensazioni, stimolante per continuare a scrivere, ancora, ciò che l’animo e il pensiero suggeriscono nel graffiare sopra un foglio bianco, in attesa che appaia la scritta parola. Tutto diventa simile ad un vulcano in eruzione».








