"In vista del ballottaggio riteniamo doveroso esprimere la nostra posizione". Si apre così il comunicato diramato dal Cantiere Sociale Versiliese che spiega: "Il nostro percorso non nasce dentro i palazzi della politica, ma nelle strade, nelle case, nei luoghi di aggregazione e nei conflitti sociali del territorio. In questi anni abbiamo cercato di costruire comunità dove le istituzioni hanno lasciato isolamento e abbandono, di dare risposte concrete attraverso la solidarietà, la lotta e le attività sociali e culturali alle esigenze del quartiere più popoloso e più dimenticato di Viareggio, e di difendere l'interesse collettivo e i beni comuni dagli appetiti speculativi che troppo spesso hanno trovato spazio nelle scelte dell'amministrazione comunale.
Durante gli ultimi anni abbiamo assistito a un progressivo impoverimento, fino alla distruzione del rapporto tra istituzioni e cittadinanza. Di fronte a una crisi abitativa senza precedenti, centinaia di persone si sono trovate senza risposte adeguate, mentre chi avrebbe dovuto garantire ascolto e tutela (come l'assessorato al sociale nella persona di Sara Grilli che non ha mai ricevuto nemmeno i sindacati degli abitanti e inquilini) si è mostrato distante, assente e capace soltanto di produrre misure punitive verso le fasce più fragili della popolazione. La negazione delle residenze, gli sgomberi e l'utilizzo di strumenti repressivi mascherati da interventi per il decoro urbano sono stati il simbolo di una politica incapace di affrontare le cause dei problemi sociali e pronta invece a colpirne le conseguenze.
In questa crisi abitativa ci sono anche centinaia di lavoratrici e lavoratori migranti che vivono regolarmente a Viareggio e contribuiscono ogni giorno all'economia della città, dalla nautica alla ristorazione, dai servizi alla logistica. Persone che lavorano, pagano affitti sempre più alti o non riescono più a trovarne uno, e che troppo spesso finiscono in strada, in stazione o nei dormitori senza alcuna prospettiva stabile.
Viareggio non può continuare a beneficiare del loro lavoro e poi abbandonarli quando hanno bisogno di una risposta abitativa dignitosa.
Allo stesso modo abbiamo dovuto mobilitarci per difendere la Lecciona, patrimonio naturale unico del nostro territorio, minacciata dall'amministrazione comunale da progetti e interessi incompatibili con la tutela di un ecosistema tanto prezioso quanto fragile.
Così come ci siamo opposti , e continueremo a farlo, al completamento dell'Asse di Penetrazione a sud, un progetto che prevede lo sventramento della pineta solo per permettere il passaggio dei maxiyacht dei paperoni senza risolvere il problema del traffico in darsena ed assorbendo ingenti risorse che potrebbero essere invece destinate ad opere per migliorare la qualità della vita dei cittadini, e che nasconde l'obiettivo reale di destinare tutta l'area di prossimità a nuova urbanizzazione e cementificazione.
Abbiamo visto prevalere una visione dello sviluppo fondata sulla valorizzazione economica e sulla rendita piuttosto che sulla salvaguardia ambientale, sulla partecipazione e sulla cura del territorio.
Non possiamo inoltre dimenticare scelte politiche e amministrative che hanno ferito profondamente la memoria collettiva della città, come la decisione di accettare un risarcimento di 200mila euro e uscire così dal processo sulla Strage di Viareggio abbandonando i familiari delle Vittime, una vicenda che continua a rappresentare una ferita aperta per l'intera comunità.
Per queste ragioni guardiamo con profonda contrarietà all'ipotesi che possa riaffermarsi una proposta politica in continuità con il modello amministrativo degli ultimi anni. Un modello caratterizzato da verticalità delle decisioni, scarsa partecipazione popolare, distanza dai bisogni reali delle persone, consumo del territorio, marginalizzazione del dissenso e progressivo svuotamento degli spazi democratici di confronto.
Con Sara Grilli, dopo Del Ghingaro, si ha la ancora più preoccupante aggiunta dell'area più radicale di destra, responsabile in tutto il mondo di guerre, genocidi e del clima reazionario in cui viviamo.
Riteniamo che questa accozzaglia tossica, aggregatasi attorno alla delfina dell'ormai ex sindaco per spartirsi la torta, sia la più pericolosa e distruttiva che Viareggio potrebbe avere per i prossimi 5 anni.
Viareggio ha bisogno di tutto il contrario: più giustizia sociale, più ascolto, più partecipazione, più tutela dell'ambiente, più investimenti nei servizi pubblici, nella casa, nella cultura e nei luoghi di aggregazione. Ha bisogno di istituzioni che sappiano stare accanto alle persone e non sopra di esse.
Il nostro rifiuto di questa prospettiva è netto e comunque vada questo ballottaggio continueremo, dentro e fuori il CSV, a costruire percorsi di solidarietà e di conflitto sociale, a difendere il territorio e i diritti di chi lo abita, e a lottare per una Viareggio inclusiva, sana, verde, vivibile, pubblica e capace di ascoltare e rispondere ai bisogni del suo popolo", conclude il Cantiere Sociale Versiliese.