Di sorprendente in quella importante assise congiunta tenutasi a mezzogiorno della domenica del 24 luglio 2005 tra le amministrazioni di Forte dei Marmi e di Stazzema fu l'assenza di una delegazione della frazione di Sant'Anna, da cinque anni sede del Parco nazionale della Pace. Partecipò invece il simbolo della frazione di Mulina, il labaro, che fu realizzato nel1997 per onorare i martiri del paese e per far conoscere, anche visivamente, che la frazione di Mulina era luogo di strage nazifascista. Con quel consiglio congiunto si sancì una sinergia tra amministrazioni di colore politico diverso ma strettamente collegate dalla Via di Marina (Sp.9) e fino al secondo conflitto mondiale anche dallo storico trenino, infrastruttura che fosse stata conservata avrebbe esercitato oggi uno straordinario richiamo turistico. Quel consiglio comunale congiunto fu un tentativo dare concretezza al binomio Mare-Monti attraverso l'adeguamento di un'importante viabilità che doveva favorire e incrementare il flusso del turismo della memoria e della testimonianza antifascista raggiungendo la frazione in cui il 12 agosto 1944 si compì un crimine contro l'umanità con l'uccisione di alcune centinaia di civili inermi.
Il motivo dell'assenza di Sant'Anna si può solo presumere: o con il fatto che l'amministrazione fortemarmina era di centro destra e filo berlusconiana. allora a Sant'Anna imperava una rigida ideologia di sinistra che dal 1990 in poi aveva soppiantato l'altrettanto rigida avversione della lotta partigiana, o ipotizzando che tra la prima amministrazione del sindaco Silicani e alcuni membri dell'Associazione Martiri di Sant'Anna erano iniziati a manifestarsi i primi distinguo. Il 9 ottobre 2004 c'era stato il rinnovo del consiglio Direttivo del Comitato onoranze Martiri di Sant'Anna che non aveva riconfermato totalmente i vecchi membri. Ciò aveva lasciato uno strascico di risentimento. Successivamente, il 5 febbraio 2005, pertanto alcuni mesi prima dell'ideazione della Forte dei Marmi - Sant'Anna, durante l'Assemblea Generale dei membri del Comitato per le Onoranze ai martiri di Sant'Anna, il sindaco Silicani aveva annunciato dei cambiamenti nella gestione delle risorse del Parco della Pace e che si sarebbe adoperato affinché la viabilità esistente, quella che via Monteggiori raggiunge La Culla (via don Giuseppe Vangelisti) e infine Sant'Anna di Stazzema (Via Duilio Pieri) fosse riconosciuta d'interesse provinciale poiché lo stato in cui era la strada richiedeva interventi di sistemazione che non potevano essere affrontatati con le sole risorse comunali.
Il 12 novembre 2005, durante la conferenza stampa congiunta che rilasciarono i sindaci di Forte dei Marmi e di Stazzema per ufficializzare che dopo soli quattro mesi trascorsi tra l'idea e il progetto, erano riusciti a consegnare al ministro Lunardi il progetto preliminare della Forte dei Marmi - Sant'Anna che l'ing. Gaddi e lo staff tecnico dell'Ufficio della Pianificazione Territoriale della Provincia avevano redatto. In quell'occasione furono resi noti gli interventi che erano stati previsti e ritenuti necessari partendo dalla rotonda di Via Alpi Apuane:
a) l'adeguamento a m.8,50 della larghezza del piano stradale per le provinciali n.9 di Marina, n. 42 di Stazzema e la comunale Farnocchia-Pomezzana,
b) la costruzione di rotonde a Marzocchino, alla Centrale e a Pontestazzemese
c) la realizzazione di quattro gallerie, precisamente la Corvaia- Marcaccio –Valventosa; la Ruosina- Iacco; la Carbonaia- Culerchia a Mulina e la Farnocchia- Sennari in Sant'Anna della lunghezza di 800 m.
d) la realizzazione della variante a Pontestazzemese e di un viadotto a Farnocchia
e) la messa in atto di tutte quelle opere d'arte stradali tese a ridurre l'impatto ambientale di un traffico che per il miglior collegamento si prevede possa incrementare le presenze annue, solo per Sant'Anna, dalle attuali 80mila alle 100mila.
Fu annunciato e riportato dalla stampa che il collegamento Forte dei Marmi –Sant'Anna di Stazzema verrà inserito a febbraio nella Legge Obbiettivo delle opere infrastrutturali strategiche nazionali, per intenderci nel programma degli interventi in cui è opera preminente la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.
Ma i due sindaci, Bertola e Silicani, affiancati dai rispettivi vice, Ermindo Tucci e Maurizio Verona, andarono oltre affermando che "nel giugno 2006, nel PdF 2007, il progetto avrebbe dovuto ricevere i primi finanziamenti per la realizzazione a prescindere se alla guida del Governo nazionale ci saranno le forze politiche del centrodestra o del centrosinistra. L'opera pubblica Forte dei Marmi- Sant'Anna per essere tolta dalle infrastrutture previste nella Legge Obbiettivo - così fu ribadito nella conferenza stampa - avrebbe bisogno di atti formali del prossimo governo tesi ad inficiarne la realizzazione. È effettivamente difficile credere che possa farli un Governo di centrodestra che ha inserito il progetto nella Legge Obbiettivo, ma appare ugualmente inverosimile che possa compierli un Governo di centrosinistra per il rispetto dovuto al luogo della memoria nazionale che è Sant'Anna". Il virgolettato è tratto dall'articolo pubblicato dal Corriere della Versilia il 13 novembre 2005.
Pertanto la soddisfazione fu massima per l'obbiettivo raggiunto: Lo Stato italiano si sarebbe fatto carico di realizzare un'opera viaria per arrivare a Sant'Anna di Stazzema risolvendo tutte le problematiche strutturali presenti lungo il percorso. In un primo momento fu ipotizzata perfino una spesa di 160 milioni di euro, comprensiva anche della realizzazione della variante Stazzema – Gufonaio - Palagnana – Fabbriche di Vallico, tuttavia nella Legge Obbiettivo fu recepito unicamente il collegamento Forte dei Marmi - Sant'Anna, dal costo presunto di 96 milioni di euro.
Fu tuttavia commesso un errore in questa sicumera amministrativa : quello di non coinvolgere l'amministrazione di Seravezza guidata dal sindaco pro-tempore Enrico Mazzucchi, il quale non mancò di smorzare gli entusiasmi facendo rimbalzare sulla stampa il suo risentito distinguo per quanto concerneva le opere che si sarebbero dovute effettuare sul territorio comunale di sua competenza, avvertendo che sarebbe stata l'amministrazione di Seravezza a valutarne la realizzazione o meno.
Ma l'errore più grave fu l'aver creduto che con l'inserimento della viabilità Forte dei Marmi - Sant'Anna nella Legge Obbiettivo non si potesse più fare marcia indietro, e che tale scelta potesse essere addirittura compiuta dalle forze politiche della sinistra ( per la prima volta il Partito della Rifondazione comunista e il Partito radicale erano forze di governo nazionale) con il secondo mandato governativo a Romano Prodi, che si insediò a Palazzo Chigi nel maggio 2006. Particolarmente critico contro la Legge Obbiettivo fu l'esponente dei Verdi, on. Alfonso Pecoraro Scanio. (Continua)
Giuseppe Vezzoni, responsabile di Libera Cronaca