Cronaca
“Spazio scenico” di Viareggio dona attrezzatura innovativa alla Riabilitazione dell’ospedale “Versilia”
Con i proventi di uno spettacolo di beneficenza andato in scena all’Auditorium Enrico Caruso di Torre del Lago il 15 dicembre 2025, il Centro per le…

In-Tec completa la trasformazione in Fondazione di Partecipazione
Lucca In-Tec, ente strumentale della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest che gestisce il Polo Tecnologico Lucchese, da oggi diventa una no-profit. La trasformazione in ente…

Elezioni democratiche per l’Asbuc. Lo stabilisce la recente modifica della legge per gli Usi Civici
“La modifica della legge 168/2017 sugli usi civici operata nel dicembre 2025, chiarisce definitivamente che la costituzione degli enti esponenziali da…

Servizio Civile Universale, l'Azienda USL Toscana nord ovest protagonista dell'Infoday organizzato a Livorno dall'Agenzia regionale per il lavoro (ARTI)
L’Azienda USL Toscana nord ovest è stata tra i protagonisti dell’Infoday organizzato dall’Agenzia regionale per il lavoro (ARTI) di Livorno presentando il proprio progetto dal titolo “Translate please:…

Settimana Santa, celebrazioni presiedute dall'arcivescovo Paolo Giulietti
Con il 29 marzo, Domenica delle Palme, inizia la Settimana Santa. Qui di seguito gli orari delle celebrazioni e dei riti presieduti dall'arcivescovo Paolo Giulietti:

Viareggio, colpo al bar sventato nella notte tra il 24 e il 25 marzo: 27enne finisce in manette
Cittadino marocchino…

Terremoto di magnitudo 4, 0 avvertito in tutta la Versilia: l'epicentro è a Fosdinovo in provincia di Massa e Carrara
Forte scossa di terremoto avvertita nella mattinata di mercoledì 25 marzo, intorno alle ore 8,13, in tutta la Versilia. In base ai dati forniti

Consiglieri di Sinistra Comune Massarosa: "Utilizzare l'avanzo di amministrazione per le scuole, la maggioranza dice no"
"La maggioranza boccia la nostra mozione che chiedeva di utilizzare l'avanzo di amministrazione sugli edifici scolastici. Sabato 14 (marzo ndr) era…

Iniziative 24 marzo "Viareggio ricorda i 50 anni dal Golpe civico - militare in Argentina"
Sono state oltre 300 le persone che hanno partecipato al concerto della Misa Criolla in onore dei 30.000 desaparecidos ieri a Don Bosco, e le iniziative…

Cade in cordata sulla Pania della Croce: portata con Pegaso a Cisanello una dona di Montignoso
Nella tarda mattinata di domenica 22 marzo la stazione di Lucca è stata attivata per intervenire sul versante settentrionale della Pania della Croce. L’incidente è avvenuto…

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Volevano fare la storia e l’hanno fatta. Un movimento nato a gennaio, fatto di poche persone che in un lampo si sono moltiplicate. Proteste civili: questa è sempre stata la linea di IoApro.
Hanno chiesto date e tempistiche. Hanno aspettato e sperato nella tutela delle istituzioni. Tutto è stato vano e a distanza di tre mesi dalla prima manifestazione hanno mosso l’intero Paese, arrivando per la seconda volta nella capitale. Oltre 130 i pullman arrivati oggi pomeriggio da tutta Italia per manifestare contro il prolungamento delle chiusure in diversi settori economici.
“Il commercio è morto”, “Le palestre sono morte”, sono solo due dei cartelloni in nome della libertà in piazza San Silvestro intorno alle 15.30. Non manca la tensione tra le forze dell’ordine e i lavoratori che, allo stremo delle forze, continuano a chiedere di poter lavorare. “È nostro diritto. Siamo di fronte a un’enorme crisi economica e di questo passo quando ci daranno il permesso di riaprire probabilmente non ne avremo più la possibilità - incalzano i manifestanti - Dobbiamo farlo adesso, perché questa è l’ultima possibilità che abbiamo”.
Il corteo da piazza San Silvestro si sposta con grinta per le via della città. Roma è blindata e Montecitorio irraggiungibile. Migliaia di persone tra le strade e oltre otto mila in diretta streaming per tutelare il primo articolo della Costituzione.
“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, ma è da 12 mesi che non ci permettono di farlo, nonostante la totale sicurezza. Siamo pacifici, chiediamo solo di poter godere di un nostro diritto e saremo qui finché non riceveremo delle risposte - sono le parole di Momi, ormai uno dei leader del direttivo di IoApro - Con la forza non si ottiene niente ed è per questo che siamo sempre scesi in piazza senza violenza, perché questo è il nostro pensiero. Non siamo criminali, siamo persone, siamo ristoratori, titolari di palestre e altre attività che chiedono di poter avere un dialogo. Di potersi sedere a un tavolo e trovare una soluzione. Rimanere fermi non è una scelta contemplata, se lo facessimo il prossimo passo sarebbe la morte di tutte le categorie presenti oggi”.
La rabbia è palpabile e ha superato ogni limite. Tantissimi i gesti simbolici espressi oggi pomeriggio: “Siamo arrivati in manette proprio per far capire che non abbiamo mai avuto intenzione di fare del male a nessuno. Il nostro volere è sempre stato quello di muoverci pacificamente e così abbiamo fatto in ogni occasione - continua Momi - Siamo in prigione da un anno. Queste manette significano anche e soprattutto questo”.
Il corteo dura fino a sera e sotto la pioggia e i riflettori nazionali, i lavoratori esausti ritornano a casa senza ancora risposte, ma con l’intenzione di lottare ancora e ancora. Nelle immagini, i possessori di partite Iva, i padri e le madri di famiglia che fino a dodici mesi fa non si sarebbero mai immaginati di potersi trovare in questa situazione. Oggi sono allo stremo delle forze, ma il desiderio di tornare nelle proprie attività vince su tutto.
“Libertà!” gridano in coro. Vogliono riprendersi la loro vita. Oggi torneranno a casa, ma domani ad aprire le saracinesche, insieme alle già migliaia di persone aderenti al movimento di IoApro, si uniranno anche loro. Ecco come, per l’appunto, tutti gli italiani scesi in piazza oggi hanno fatto e stanno facendo la storia.
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I carabinieri forestali di Camaiore, coadiuvati da altri militari forestali della provincia di Lucca, anche quest’anno nel periodo gennaio - marzo, ha intrapreso una campagna di controlli per le prevenzione e repressione del bracconaggio del novellame di Anguilla Europea.
Particolare attenzione viene posta al controllo di questa forma di bracconaggio in quanto l'Anguilla Europea è registrata come “in pericolo critico” nella Lista Rossa IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), che è il gradino immediatamente precedente l'estinzione; trattasi inoltre di una specie compresa nella Convenzione di Washington (CITES) che regola il commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione. Le principali cause della rarefazione dell'anguilla, specie poco sensibile all'inquinamento, sono proprio da ricercare nell'eccessivo sforzo di pesca soprattutto a carico dei giovani.
Le abitudini riproduttive delle anguille, rimaste avvolte nel mistero per secoli, sono proprio tra le ragioni per cui questa specie riveste un elevatissimo interesse. Solo recentemente è stato definitivamente conosciuto il complesso ciclo riproduttivo di questa specie: quando raggiungono la maturità riproduttiva, le anguille femmina discendono i fiumi per raggiungere il mare, incontrando così gli individui maschi che vivono nelle acque salmastre alle foci. E' da qui che in autunno comincia la sorprendente migrazione verso il Mar dei Sargassi, un viaggio lungo oltre 6000 KM.. Gli individui che riescono a raggiungere la meta, in primavera, depongono le uova concludendo il proprio ciclo vitale.
I piccoli di anguilla in estate iniziano il viaggio di ritorno seguendo la Corrente del Golfo. Durante il tragitto, che dura 3 anni, aumentano di volume trasformandosi in ceche. Purtroppo proprio in questa fase le anguille sono particolarmente richieste in quanto ritenute una “prelibatezza” culinaria. Il costo di un chilogrammo di ceche si aggira sui 1000 euro, per un piatto di pasta con le ceche a ristorante vengono pagate oltre 100 euro.
I servizi, contro il bracconaggio dei poveri avanotti che tanta strada hanno percorso, sono stati svolti in orario serale e notturno nei giorni che presentavano caratteristiche idonee per il loro avvicinamento verso riva. Sono stati individuati e controllati una decina di soggetti (i pescatori di frodo erano in numero più elevato ma molti sono riusciti a darsi alla fuga) che con mezzi non consentiti (nasse e cerchiaie) avevano catturato un numero significativo di avanotti.
I mezzi illegali sono stati sequestrati e i piccoli di anguilla, fortunatamente ancora in vita, sono stati reimmessi in acqua. A ciascuno dei trasgressori è stata contestata una sanzione di 2 mila euro per l'uso dei mezzi non consentiti ed una sanzione pari a 20 euro per ogni avanotto pescato illegalmente. Complessivamente le sanzioni elevate ammontano a circa 24 mila euro.
L'auspicio è che questa forma di bracconaggio vada a scomparire e ciò anche grazie ad una riduzione della domanda favorita da una maggiore consapevolezza di quanto danno un “piatto di pasta” possa arrecare.

