Cronaca
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La Provincia di Lucca pubblica due avvisi di interpello per 3 posti nell’Area Istruttori
Due posti per esperti amministrativi e contabili e uno per esperto in attività tecniche e progettuali. Domande entro il 5 novembre. Le prove a partire dal…

Supereroi per l'ambiente: la missione continua
Seconda edizione del contest fotografico a Lucca Comics & Games. E le scuole ‘immaginano’ i loro ‘paladini’ dell’ambiente In occasione di Lucca Comics…

Torna il Caffè de La Versiliana in edizione autunnale con i Cammini dell'Alta Toscana: il 24 ottobre un appuntamento alla scoperta di antichi percorsi e mobilità lenta
La ricerca delle proprie radici, il fascino della storia e il ritmo lento del cammino come risposta alla frenesia contemporanea. È dedicato a uno dei…

Italia Nostra Versilia: Viareggio, Asse di penetrazione e viabilità nella Darsena
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Ventotto Comuni e oltre 2.000 piante: torna il progetto dedicato ai 'nuovi nati'
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«Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna: non ragioniam di lor, ma guarda e passa». Se necessario, scomodiamo pure Dante, il sommo poeta, per andare incontro e difendere a spada tratta Beatrice Venezi, non soltanto una splendida donna, simpatica, intelligente, ironica, orgogliosa del suo essere così com'è e delle sue conquiste professionali, ma, soprattutto, un esempio per tutti e tutte coloro che non vogliono inchinarsi, per non dire inginocchiarsi, di fronte al linguaggio politicamente corretto e al pensiero unico dominante portato avanti da Laura Boldrini e dalle sue fedelissime sostenitrici della necessità di declinare al femminile ogni parola perché testimonianza di una emancipazione raggiunta o di chissà quale altro traguardo.
A Sanremo Beatrice Venezi, lucchese doc, sul palco del Summer Festival e sui palchi di mezzo mondo per portare il suo amore a Puccini e alle sue donne, ha detto quello che, nel 2019, disse in una interSvista alla Gazzetta di Lucca:
Beatrice Venezi: verrebbe da dire direttrice d'orchestra, ma, a quanto dicono, lei preferisce il sostantivo maschile.
Ritengo che non ci sia assolutamente necessità di andare a sottolineare il genere di un professionista. Un professionista deve essere valutato e, decisamente, per il merito, il talento e la preparazione. C'è un significato culturale peculiare rispetto alle parole direttrice e maestra che indicano, almeno nel nostro Paese, un altro tipo di professione. Il declinare una professione al femminile non rappresenta nessun passo avanti nell'uguaglianza di genere né nel pari trattamento di professionisti di genere diverso.
Lo sa che lei, essendo politicamente scorretta, non riceverebbe, in questo caso, il plauso di Laura Boldrini?
Non mi sono mai preoccupata delle conseguenze politiche delle mie idee. Non faccio politica, penso, però, di incontrare il consenso delle persone di buonsenso e, ad ogni modo, a differenza di altri, rispetto le opinioni di tutti.
Nemmeno a farlo apposta, dopo quello che ha detto a Sanremo ieri sera nel giorno del suo compleanno, auguri per i suoi 31 anni, proprio la ex presidente della Camera che, come tutti sanno, ci ha querelato e denunciato all'ordine professionale, ha duramente bacchettato la Venezi così come, del resto, ha fatto la conferenza donne democratiche Toscana la quale dopo averla rimproverata per aver commesso 'un grave errore', la invita a chiedere scusa in vista dell'8 marzo, nemmeno avesse detto chissà cosa e come se la stessa non fosse una donna, ma qualcosa di diverso.
Ecco, è il momento di dire basta. Noi stiamo con Beatrice Venezi che è una donna come milioni di altre donne le quali non hanno bisogno di rimarcare ad ogni piè sospinto la differenza di genere per sentirsi diverse o migliori. Anche la Ilaria Vietina, dio ce ne scampi e liberi, ha messo il like all'intervento su facebook della conferenza delle donne democratiche. Sì, proprio Ilaria Vietina, la quale ha imposto ai dipendenti comunali compresi i magnifici quattro dell'ufficio stampa, di scrivere in tutti i documenti e i comunicati le declinazioni delle parole al femminile sempre e comunque.
E noi, puntuali, che glieli modifichiamo sempre. E non perché consideriamo il genere femminile inferiore, anzi, proprio perché lo consideriamo allo stesso livello se non, addirittura, superiore, riteniamo che non ci sia bisogno di queste ridicole specificazioni linguistiche. Né delle quote rosa. Saremmo, noi uomini, umiliati nel sentirci affibbiare delle quote blu per avere dei ruoli che devono dipendere dal merito e dall'intelligenza dei candidati a ricoprirli.
Noi, del resto, ricordiamo sempre Tullia Romagnoli Carettoni, ex vicepresidente del Senato, morta nel 2015 a 96 anni. Una donna straordinaria, di carattere, che aveva girato il mondo e che noi incontrammo negli anni Ottanta quando era a capo dell'istituto di cultura italo-africano a Roma. Figlia di Ettore Romagnoli, uno dei più illustri grecisti che l'Italia abbia mai avuto, antifascista, indipendente e autonoma nel pensiero e nella vita, dotata di una personalità forte e di una cultura immensa, ad una intervista che le facemmo, ci disse che il suo desiderio in gioventù era stato quello di diventare non ambasciatrice che il termine non le piaceva proprio, ma ambasciatore.
E parliamo di una donna che si è battuta fino in fondo per i diritti delle donne arrivando ad essere una delle artefici del divorzio in Italia.
Ma cosa ne sanno le donne della conferenza toscana di chi era Tullia Romagnoli Carettoni? E che cosa conoscono di Beatrice Venezi per giudicarla?
Noi abbiamo incontrato diverse volte questa giovane musicista che preferisce sentirsi un direttore d'orchestra che una direttrice. E ovviamente a sinistra iniziano a belare e a lamentarsi come se fosse successo chissà cosa. Già immaginiamo le intellettuali verniciate di rosso - ma come mai, al contrario, gli uomini di sinistra stanno tutti zitti? Hanno paura di dire quello che pensano e che dicono in privato? - pronte a massacrarla.
E poi, domanda: Lucca ha in Beatrice Venezi un personaggio di cui vantarsi nel mondo culturale e guarda caso, anche Beatrice Venezi, come pochi altri a Lucca che tengono diritta la schiena e hanno il coraggio di dire e scrivere quello che pensano, non è verniciata di rosso e non ha mai esitato nel mostrarsi libera da pregiudizi di qualsiasi natura.
E con la Ilaria Vietina come farà, l'amministrazione comunale, a renderle i dovuti omaggi per quel che rappresenta? E il sindaco Alessandro Tambellini che non si capisce bene se è ancora lui che comanda o se, invece, è soltanto spettatore, come mai non si è ancora complimentato con il direttore d'orchestra che sta portando il nome e la musica di Giacomo Puccini in giro per il mondo e che ha avuto l'onore di calcare il palcoscenico della manifestazione canora più famosa d'Italia?
Forse Tambellini e tutti gli altri politici se la fanno sotto?
Concludiamo con quello che Dante scrisse in un sonetto della Vita Nova, lui che non aveva una Laura Boldrini con cui confrontarsi o altrettante conferenze di donne democratiche da cui essere giudicato:
Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia, quand'ella altrui saluta,
ch'ogne lingua devèn, tremando, muta,
e li occhi no l'ardiscon di guardare.
Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente e d'umiltà vestuta,
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.
Mostrasi sì piacente a chi la mira
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che 'ntender no la può chi no la prova;
e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d'amore,
che va dicendo a l'anima: Sospira.
Del resto, cara Beatrice Venezi, un motivo per cui Dante Alighieri scelse di dedicare questi versi meravigliosi ad una figura femminile che portava quel nome, ci deve essere pure stato. Dia retta, continui a sentirsi fiera di ciò che è e di ciò che sente di essere. Gli italiani, non solo i cosiddetti populisti, sovranisti, razzisti, fascisti, sessisti, ma l'intera maggioranza silenziosa di questo paese che non ha stipendi fissi né tempo da perdere in disquisizioni grammaticali senza senso, è con lei.
Noi per primi e dal primo giorno che l'abbiamo conosciuta.
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E' di una nuova mentalità e cultura che abbiamo bisogno, è di nuove relazioni tra i generi che abbiamo bisogno, è di narrare e pretendere la parità che abbiamo bisogno....
Di questi temi si parlerà nel Meeting live Narrating Equality. Un premio che varca le frontiere il giorno lunedì 8 marzo 2021 alle ore 17.00.
Il premio è organizzato dall'Associazione Woman to be e prevede NubeOcho Edizioni, come partner editoriale. Il Meeting live, oltre all'ideatrice Maria Grazia Anatra, Presidente dell'Associazione Woman to be, vedrà riuniti personaggi significativi legati al premio internazionale per l'infanzia NARRATINGEQUALITY.
All'avvicinarsi dell' 8 Marzo, onorare e rispettare le donne e non soltanto in quella data diventata ormai vuota, significa anche dare voce a chi voce non ce l'ha: le tante bambine e bambini che vivono situazioni familiari violente prolungate nel tempo, con conseguenze devastanti per la loro crescita.
Eppure ancora oggi parlare di violenza assistita e dei suoi numeri inquietanti è tabu!
Ad affrontare questo argomento l'Associazione organizza un altro Meeting live: VIOLENZA ASSISTITA. Il coraggio di parlarne. Questo secondo evento è programmato per Mercoledì 10 Marzo 2021 ore 18: 30. Anche a questo evento prenderanno parte personaggi significativi che a vario titolo si sono occupati del fenomeno devastante della violenza assistita.
Ulteriori informazioni per la partecipazione agli eventi si possono trovare sulle pagine Facebook di Narrating Equality e Woman to be.

