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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato emesso da Cipit Seravezza e Coordinamento Ambientalista Apuoversiliese, in seguito all'incontro col Presidente del Parco delle Apuane.
«Le associazioni ecologiste e civiche CIPIT Seravezza e Coordinamento Ambientalista Apuoversiliese hanno presentato al Presidente del Parco Apuane, Dott. Andrea Tagliasacchi, una dettagliata proposta di un Protocollo d’Intesa denominata "Patto di Responsabilità Collettiva per la Sostenibilità". L'iniziativa mira a superare le criticità e le incomprensioni, avviando una fase di gestione basata sulla responsabilità condivisa. L’azione fa seguito anche alla contestazione sull’assenza del testo scritto della Valutazione dell’Impatto Ambientale - VIA - del Piano Estrattivo del Canale delle Gobbie».
«A tal proposito - si legge nel comunicato - Rosario Brillante del Cipit ha affermato che "è stato un dialogo rispettoso, al di là del confronto su opinioni anche discordanti, posso affermare che siamo stati ascoltati e abbiamo ascoltato: è un fatto positivo e un buon inizio," aggiungendo che "Su questa divergenza abbiamo intanto convenuto che ci scambieremo nero su bianco la rispettiva interpretazione giuridica delle norme, poi ciascuno sarà libero di decidere il da farsi". La novità del documento è l’introduzione di strumenti chiave per la partecipazione e il controllo del territorio, i quali costituiscono il primo pilastro del Patto», spieganoCipit Seravezza e Coordinamento Ambientalista Apuoversiliese.
«Si richiede l’Istituzione di una Consulta delle associazioni, un organismo stabile per dare ascolto sostanziale alle istanze ambientali locali, e l’istituzione di un Servizio Ecologico Volontario. Cittadini volontari e formati potranno collaborare attivamente con l'Ente Parco, concentrando la loro vigilanza sulle cave, lo sversamento della marmettola e il corretto ripristino ambientale in caso di infrazioni. A questo si affianca, nel secondo pilastro, la richiesta di specifiche azioni politiche: in primis l’urgenza di ottenere l'approvazione del Piano Integrato del Parco (PIP) da parte della Regione Toscana. La proposta include inoltre il rafforzamento dell'Ente Parco attraverso l'attribuzione di risorse per l’incremento di uomini e mezzi per la vigilanza, oltre a un potenziamento dell’azione di ARPAT nelle verifiche sui piani estrattivi. Infine, il Patto propone ai Sindaci un percorso per l'applicazione di un piano comune di tracciabilità del marmo».
«Brillante del Cipit ha chiarito: "Con l’esportazione di blocchi grezzi l’economia non cresce, si incrementa solo l’inaccettabile distruzione delle nostre montagne e non si aggiungono posti di lavoro qualificati – aggiunge Brillante del Cipit che precisa – non consentiremo sulle Alpi Apuane Meridionali la devastazione avvenuta a Carrara. Le montagne sono patrimonio costituzionale del popolo italiano. Vanno tutelate e non se ne possono distruggere i profili o svuotare dall’interno, tantomeno sotto aree a protezione speciale. La politica regionale deve farsi carico di questa anomalia che è stata introdotta invertendo la rotta. Bisogna aprire una nuova stagione e noi faremo la nostra parte affinchè questo accada”».
«Il terzo pilastro dell’intesa - prosegue il comunicato - si fonda sul rilancio di un modello economico improntato alla sostenibilità. Le associazioni chiedono l’avvio di un'azione mirata sul fronte dell’economia ecologicamente compatibile, attraverso il monitoraggio e la promozione delle attività sostenibili - agricoltura, turismo lento, artigianato di qualità -. L'obiettivo è raccogliere dati precisi su volume d'affari e occupazione del comparto per potenziarne il sostegno e ricercare incentivi mirati».
A conclusione della proposta, le associazioni sottolineano che «Il Patto che proponiamo è un invito costruttivo ad escludere la logica di un conflitto destinato a crescere a fronte dell’insoddisfazione montante in ragione di uno sfruttamento crescente del territorio incompatibile con gli scopi costitutivi del Parco».
«L’incontro si è concluso con l’impegno tra le parti di proseguire il dialogo a gennaio. Marco Mangeruca, portavoce del Coordinamento Ambientalista Apuoversiliese, ha quindi specificato che "Ora attendiamo che il Presidente Tagliasacchi indichi il percorso per discutere tempi e modi per l’esame delle proposte con l’obiettivo di arrivare alla stipula di questo patto innovativo"».
C.I.P.I.T. – Seravezza Il Presidente- Rosario Brillante
Un vero e proprio piccolo "boom di nascite" ha illuminato il reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale Versilia, diretto da Andrea Antonelli, trasformando due giorni – e due notti – in un'esperienza intensa, frenetica e allo stesso tempo emozionante per tutto il personale sanitario. In appena 32 ore e mezza, infatti, tra le 2,12 di lunedì 8 dicembre e le 10,49 di martedì 9 dicembre, sono venuti alla luce ben cinque maschietti e quattro femminucce, con un ritmo sorprendente di un parto ogni 3 ore e 30 minuti circa.
Si è trattato di un autentico tour de force che ha messo alla prova competenza, organizzazione e spirito di squadra degli operatori in servizio. Medici, ostetriche, infermieri e professionisti della salute hanno lavorato senza sosta, unendo esperienza, dedizione e attenzione per garantire alle mamme e ai neonati tutta l'assistenza necessaria in un momento tanto delicato quanto straordinario.
"L'impegno è stato serrato - dice Martha Traupe, responsabile infermieristico/ostetrica dell'area materno infantile e consultori Versilia - ma il clima nel reparto è rimasto sereno e carico di entusiasmo. Ogni nuova nascita ha portato con sé un momento di gioia condivisa, regalando ai neo genitori emozioni indimenticabili e agli operatori sanitari la gratificazione di aver contribuito all'arrivo di nove nuove vite".
Nella foto in allegato i neo genitori e una parte del personale sanitario impegnato.