Con il II governo Prodi entra in crisi il rapporto tra l'amministrazione del sindaco Silicani e alcuni membri del Comitato Onoranze, i quali si dimettono ( Giovanni Cipollini, Costa Moreno e Ennio Mancini) in disaccordo sulla politica gestionale del Parco nazionale della Pace. Queste dimissioni seguono quelle che alcuni mesi prima c'erano state da parte dei due membri, Ada Bottari e Carlo Lari, che erano risultati sorprendentemente i candidati più votati nel rinnovo delle cariche avvenuto nell'autunno 2004. Si determinò una situazione del tutto imprevista dopo tredici anni di totale imperio decisionale del Comitato per le onoranze ai Martiri di Sant'Anna, organismo che fu istituito nel 1991 per amministrare le risorse finanziarie concesse dalla Regione Toscana con la L.R. 12-8-1991 n. 39.
Medesimamente l'amministrazione comunale del sindaco Silicani era alle prese anche con l'ultimazione della redazione del Piano Strutturale, per il quale avevano ricevuto l'incarico l'architetto Mauro Ciampa e lo Studio Architetti Riuniti di Pisa, il pool di tecnici che avevano curato la ricostruzione della frazione alluvionata di Cardoso.
In merito al Piano Strutturale del Comune di Stazzema il Consiglio Direttivo del Parco delle Apuane, benché questo parere non fosse vincolante, era stato molto critico su quasi tutte le infrastrutture viarie e via cavo inserite nel Piano. L'esecutivo aveva fatto proprie le osservazioni del Comitato scientifico mettendo in rilievo, a premessa degli specifici aspetti osservati, la carenza dal punto di vista della "precisa identificazione e classificazione delle strade" e della "tutela degli alpeggi". Il parere rimarcava inoltre "un'impostazione di pesante impatto ambientale per quanto riguarda la viabilità carrabile e gli interventi sui villaggi pastorali e gli alpeggi".
Evitando di entrare nello specifico, queste le infrastrutture del Piano:
Pruno- Antro del Corchia, parere negativo; Palagnana-Gufonaio - Stazzema, parere negativo; San Rocchino-Casoli, parere negativo; Volegno-Risvolta, parere negativo; Terrinca -Cansoli, parere negativo; Funivia Cardoso Mosceta, parere negativo; Funivia Levigliani- Antro del Corchia, parere favorevole;
Inoltre era stato dato il parere negativo per il prolungamento della strada per l'alpeggio di Puntato e perfino per l'allargamento dell'area artigianale del Col del Cavallo. Il Piano aveva dovuto già recepire il diktat della regione Toscana e della provincia di Lucca per quanto concerneva la cancellazione dal Piano della strada interprovinciale Stazzema- Gallicano – Media Valle mentre il tracciato della Farnocchia-Sant'Anna era stato recepito, ma solo come infrastruttura d' interesse comunale, che non implicava quindi nel futuro nessun impegno economico per realizzarla da parte dell'amministrazione provinciale di Lucca e della Regione Toscana. Per quanto concerneva invece al progetto della Arni-Arnetola, il tracciato fu considerato invece collegamento sperimentale per l'interesse scientifico che avrebbe determinato l'estrazione del marmo congiuntamente alla costruzione della galleria.
Il 13 febbraio 2007 il sindaco Silicani e i suoi assessori erano andati a Roma per incontrare l'allora viceministro alle infrastrutture, on. Capodicasa, e poi erano di nuovo tornati nella capitale il 6 marzo per incontrare il ministro Antonio Di Pietro per relazionarlo sulla viabilità Forte dei Marmi- Sant'Anna, ma soprattutto per richiedere lo stralcio funzionale del tratto Farnocchia- Sant'Anna. A darne notizia furono i quotidiani de La Nazione e de Il Tirreno, i quali, il 13 marzo 2007, titolarono che il Ministro per le Infrastrutture Antonio di Pietro "dà formalmente il via libera alla costituzione di un tavolo tecnico tra Ministero, Regione Toscana, Provincia di Lucca e Comune di Stazzema per la realizzazione del collegamento Sant'Anna-Farnocchia". I quotidiani riportarono le dichiarazioni del sindaco Silicani e dell'assessore Guidi. «E' una notizia di grandissimo rilievo per il territorio, storica direi - commentò il sindaco Michele Silicani - stiamo spingendo affinché questa fondamentale via di comunicazione venga realizzata: la sua previsione è stata già inserita nel piano strutturale e una serie di incontri ad altissimo livello istituzionale ne confermano l'interesse».
Il primo cittadino, assieme agli assessori della giunta, evidenzia alcuni aspetti fondamentali. «Sant'Anna si trova all'interno del Parco Nazionale della Pace: il significato di quei luoghi ha una valenza universale. Manca, però, la possibilità di legare fisicamente questa zona con il cuore del nostro comune: la strada che verrà realizzata servirà a garantire questa unione. E' stato, fin dall'inizio del mandato amministrativo, uno degli obiettivi principali che ci siamo prefissati e l'incontro con Di Pietro è stato decisivo per far partire l'iter». Per ora non si parla di progetti, anche se le ipotesi realizzative sono due: una galleria, lunga circa 700 metri, o la strada panoramica di cinque km, una soluzione meno onerosa».
Dopo 47 anni dall'ideazione del progetto viario Farnocchia- Sant'Anna da parte sindaco Bruno Antonucci, i 20 anni trascorsi dal progetto che era stato leggermente rivisto nel 1987 con la prima proposta del Parco della Pace e un anno e poco più che era passato da quello presentato nel novembre 2005 al Ministro Lunardi, nel marzo 2007 per la prima volta si prospetta un tracciato che non necessita più di una galleria per raggiungere Sant'Anna. Scopo che può essere conseguito tramite un percorso panoramico che valica Foce di Compito e poi si snoda lungo l'alpeggio fino al paese dell'eccidio. Sorprende che non ci sia più traccia del comune di Forte dei Marmi in questo nuovo approccio istituzionale del Comune di Stazzema e che tutte le criticità lungo le provinciali Sp.9, Sp.42 e la comunale Pomezzana-Farnocchia evidenziate nella conferenza congiunta dei sindaci di Forte dei Marmi e di Stazzema il 12 novembre 2005 siano ritornate in secondo piano.
Foto di repertorio: Via comunale Pomezzana-Farnocchia
Giuseppe Vezzoni, responsabile di Libera Cronaca