Cronaca
Taxi Move sbarca a Viareggio, servizio più veloce in vista dell'estate
Nuove funzionalità per turisti e clientela business, ridotti i tempi di attesa

Geriatria, cresce in Versilia il modello sinergico tra ospedale e territorio per la presa in carico del paziente anziano
Nell’ambito della Versilia, da oltre un anno, la struttura di Geriatria aziendale ha sviluppato la rete geriatrica territoriale, prendendo in carico pazienti con più di 65 anni sull’intera…

Oltre 5.000 rapaci in volo su Versilia-Alpi Apuane: il 28° Campo autunnale d'osservazione conferma l'importanza internazionale del sito - Record di passaggi del Biancone
Sono stati pubblicati i risultati, di grande rilievo scientifico, del 28° campo d'osservazione della migrazione autunnale dei rapaci presso il cosiddetto "bottleneck" (collo di imbuto migratorio) della Versilia e…

In Versilia al via "+Passaggi 4": l’arte e la poesia come strumenti di cura e riabilitazione nelle dipendenze
La cura delle dipendenze cambia pelle e sceglie i linguaggi dell’arte, della spiritualità e, quest’anno, della poesia. È partito lunedì 23 marzo e proseguirà fino al…

Twiga Versilia e Vesta Versilia proseguono la stagione primavera-estate 2026 di LMDV Hospitality
Venerdì 3 aprile riaprono Twiga Versilia e Vesta Versilia, due destinazioni centrali nella stagione primavera-estate 2026 di LMDV Hospitality. Dopo la ripartenza di Casa Fiori Chiari Versilia, il…

Conto Termico 3.0, in Cna a Viareggio un incontro per le imprese delle istallazioni, in programma mercoledì 8 aprile
Un'importante occasione di aggiornamento e confronto per le imprese del settore installazione: Cna Lucca, in collaborazione con TermoPrato (Gruppo Comini), organizza un incontro informativo dedicato…

Iniziativa “La voce di Gaza”, 4 aprile a Viareggio
Sabato 4 aprile iniziativa pubblica del Coordinamento Versilia per la Palestina che informa: "Mentre l'attenzione pubblica si riduce, a Gaza e in Palestina…

Caro carburanti e tensioni internazionali: Cna Lucca lancia l’allarme per le imprese del territorio
La Cna di Lucca lancia un severo allarme per le imprese del territorio a causa delle crescenti tensioni geopolitiche e dei conflitti internazionali che stanno…

Asl: va in pensione la direttrice dell’ufficio stampa Daniela Gianelli – il ringraziamento dell’Asl e dei colleghi
Oggi, martedì 31 marzo, è stato l’ultimo giorno di lavoro, dopo 27 anni in Asl, per Daniela Gianelli, direttrice della struttura Coordinamento uffici stampa e…

Michele Palla nominato responsabile dell'Area oculistica dell'Azienda USL Toscana nord ovest
L’Azienda USL Toscana nord ovest informa che Michele Palla è stato nominato responsabile dell’intera area oculistica aziendale, un incarico che prevede il coordinamento di tutti i…

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DARSI è il nome scelto per il nuovo comitato organizzato dai residenti del quadrato via Savi, via Menini, via Petrarca e via Pescatori. L’intervista ai coordinatori.
Come mai un comitato?
“Questo comitato nasce da una comune preoccupazione per il degrado ambientale del quartiere che via via ha assunto contorni sempre piu evidenti e preoccupanti. Il nostro obiettivo è la ricostruzione di un tessuto culturale e sociale che riteniamo essenziale per un’area nevralgica di Viareggio. Ci preme sottolineare che la nostra iniziativa non si propone nel modo piu assoluto un obiettivo politico ma si configura solamente come un fronte civico per rendere la Darsena, ossia uno dei cuori dell’ economia cittadina e biglietto da visita per la città, un luogo decoroso, vivibile e propellente di attività, non solo produttive, ma anche civiche e sociali.”
Quali sono i vostri obbiettivi?
“Il primo obbiettivo è sicuramente la soluzione del problema rifiuti. Pensiamo che l’origine del problema risieda essenzialmente nel fatto che alcuni uffici -appartamenti siano affittati con locazione irregolare e quindi gli occupanti non essendo residenti non possano o non vogliano differenziare e si limitano ad ammassare i rifiuti dove capita.”
Per quanto riguarda il problema rifiuti avete localizzato una problematica specifica in piazza Biancalana.
“Si, la piazza non viene mai manutenuta ed il servizio SEA insiste solamente sulle vie perimetrali alla piazza ma mai all’interno della piazza stessa. Il verde non viene mai curato, solo una volta l’anno scorso in occasione del concerto di Jovanotti.Nonostante ci sentiamo simpatetici nei confronti degli abitanti dei mezzi (Camper e Roulotte) perché in evidente stato di povertà ed evidentemente in emergenza abitativa non possiamo non lamentarci della presenza di mezzi fatiscenti che creano degrado non solo estetico. Gli occupanti degli stessi infatti lasciano sacchetti di indifferenziata a bordo strada. Tali mezzi oltretutto diminuiscono la capacita di accoglienza del parcheggio stesso cruciale per tutte le attività. I mezzi in questione sono: 3 roulotte, due automezzi due camper in sosta permanente da mesi se non da anni. Purtroppo la piazza è pericolosa anche per via dello spaccio.
Avete fatto notare anche un altro punto critico, che oltre a portare rifiuti è un luogo adibito allo spaccio.
“Uno dei luoghi dove è evidente una discarica e pensiamo vi sia attività di spaccio è una casa privata e cioè via Petrarca 62.A causa dell’estremo stato di degrado dell’ immobile, della facilita di accesso e dell’enorme quantità di rifiuti ammassati fuori e dentro il giardino dell’abitazione la location è diventata un vero e proprio punto di discarica a cielo aperto. Televisori, elettrodomestici vengono quotidianamente gettati sia dagli avventori della piazza e residenti delle roulotte sia da persone che vengono da fuori quartiere.”
Quali altri punti di disagio avete evidenziato?
“Specialmente nei giorni venerdi e sabato dopo le ore 2 AM diffusi e continuativi schiamazzi all’uscita dei locali notturni. La cosa preoccupante oltre al disturbo recato in decibel, le persone responsabili si mettono alla guida in evidente stato di ubriachezza molesta cosa pericolosissima per loro e gli altri. Inoltre spesso accadono episodi di vandalismo. Nota a parte per i bisogni fisiologici che questi avventori vengono ad espletare sulle nostre facciate-porte d’entrata.”
Dopo questa analisi dettagliata avete delle proposte per la risoluzione di queste problematiche?
“Noi personalmente ci impegneremo a fare:
- Urban gardening e pulizia- bonifica delle zone degradate.
- In connessione con cooperativa sociale CREA, eventi ricreativi e di funding per categorie svantaggiate.
- In connessione con associazione Carnevaldarsena, organizzazione di mercatini e promozione culturale.
- In connesione con ristoratori locali, eventi enogastronomici legati al territorio.
- Con cadenza regolare mercatino dell’usato in Piazza Biancalana.
- Riqualificazione e street art su edifici in disuso.
Chiedete anche una mano all’amministrazione? Cosa chiedete?
“Più che altro i nostri sono spunti di riflessione per la risoluzione di tali criticità:
-
Installazione di telecamere nei punti cruciali della Piazza e vie limitrofi
-
Monitoraggio di inquilini irregolari e/o senza accesso alla raccolta indifferenziata
-
Cartellonistica pro decoro
-
Presenza più assidua di pattuglie nelle ore notturne
-
Limitazione vendita di alcolici alle ore 23”.
Avete già in cantiere un’iniziativa?
“Abbiamo in progetto domenica 7 maggio di fare una pulizia di piazza Biancalana. La sea ci ha fornito un po’ di materiale e avremo la collaborazione anche della cooperativa C.R.E.A. Ci troviamo alle 9.30 in piazza, chiunque voglia venire è invitato a partecipare. Vogliamo regalarci un ambiente sano e vivibile e vogliamo segnalare lo stato di degrado in cui versa questa zona. La darsena è nostra. Facciamolo insieme! Abbiamo anche organizzato un piccolo punto ristoro per tutti i partecipanti”.
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Se ne è andato a modo suo, con grande dignità, questa mattina alle 5, nel suo letto alla clinica San Rossore dove era ricoverato da quando, meno di un mese fa, gli era stata diagnosticata una terribile malattia. Accanto a lui, fino all'ultimo, la moglie Cristina Ferrando, che insieme al marito e al fratello Stefano hanno costruito negli anni una sorta di impero delle due ruote, con concessionarie aperte - l'ultima, la Yamaha, un paio di settimane fa proprio accanto alla sede storica della Serchio Motori in via Mazzini accanto alla stazione ferroviaria - a Livorno e a Pisa oltre che a Lucca.
Lucca, non esistiamo a dirlo, da oggi è, paradossalmente, un po' più povera perché quando viene a mancare una bella persona e questo era Luca Braccini, lucchese docg, - avrebbe compiuto 70 anni il 2 giugno - tutti, la comunità intera lamentano la perdita. Un po' come recita l'incipit del famoso romanzo di Hernest Hemingway, Per chi suona la campana che ben si addice al nostro stato d'animo per quello che proviamo essendo certi di non essere i soli:
Nessun uomo è un’Isola, intero in se
stesso. Ogni uomo è un pezzo del
Continente, una parte della Terra. Se una
Zolla viene portata dall’onda del Mare,
l’Europa ne è diminuita, come se un
Promontorio fosse stato al suo posto,
o una Magione amica, o la tua stessa
Casa. Ogni morte d’uomo mi diminuisce,
perché io partecipo dell’umanità.
E così non mandare mai a chiedere per chi
suona la campana: Essa suona per te.
John Donne (1573-1651)
Doveva venire a cena all'Antica Locanda di Sesto del comune amico Aurelio Barattini insieme a Mimmo D'Alessandro ed Enrico Castellacci, quest'ultimo suo amico e medico al quale si era proprio rivolto per via di quei dolori alla schiena che non volevano saperne di diminuire. Ed era stato proprio l'ex medico della Lucchese e della Nazionale, a consigliargli, dopo aver dato una occhiata alle radiografie, di fare degli ulteriori accertamenti che, purtroppo, avevano dato, nemmeno un mese fa, un esito allarmante.
Luca Braccini era, prima di tutto, una persona strutturata, una sorta di quercia, che aveva vissuto appieno la propria esistenza tanto da non avere né rimpianti né, a quanto ci risulta, rimorsi. Amava il proprio lavoro e la famiglia, stravedeva per la figlia, era felice ogniqualvolta poteva trascorrere un po' di tempo in vacanza romantica con la moglie Cristina. Era, inoltre, un punto di riferimento non tanto e non solo per chi aveva intenzione di cimentarsi con le due ruote, ma, per coloro che lo conoscevano, come uomo e amico fidato. Mai un giudizio affrettato, mai una arrabbiatura fuori luogo, sicuramente una figura di rilievo che non passava inosservata e che non vedeva di buon occhio il non assumersi le proprie responsabilità, lui che, da sempre, era abituato a prendersele sulle spalle.
Tanti i momenti condivisi, anche quelli nei quali avevamo da confessargli qualche cedimento in quella che è, generalmente, la necessaria maschera che serve ad andare avanti in un mondo dove le maschere, spesso, non vengono tollerate. E lui era sempre pronto a prendere un caffè, a dare un consiglio, a spendere la parola giusta che già sapevi, ma che, detta anche da lui, aveva una forza maggiore.
Ci piaceva, Luca Braccini, perché era un uomo tutto d'un pezzo, che diceva quel che pensava anche se, sicuramente, più diplomatico di noi, ma ci stimava per via, forse, proprio di quell'assenza di diplomazia e preparazione culturale che lui considerava particolarmente importanti. Era una stima reciproca alla quale il tempo aveva aggiunto l'affetto, da quando ci era stato vicino, sia pure a parole, ma a volte contano anche quelle, nel momento più tragico della nostra sconsiderata esistenza.
Glielo riconoscevamo tacitamente e, per noi, qualunque cosa chiedesse ci saremmo stati a prescindere. L'ultimo messaggio via chat, purtroppo, non aveva avuto risposta: da una settimana aveva staccato tutto, soffriva troppo, ma noi non lo potevamo sapere.
Lo ricordiamo, con un sorriso, una delle ultime volte quando lo raggiungevamo a San Giuliano Terme dove conduceva la concessionaria della Yamaha di Pisa, una location straordinaria, efficace ed efficiente. Lui, che sapeva andare in moto magistralmente e che ammiravi nel suo modo di guidarle e di far vedere che non era, come sovente accade, il mezzo a portare lui, ma lui a portare la moto che, come un cavallo imbizzarrito, ha bisogno di sentire la mano ferma del padrone.
Gli avevamo domandato un consiglio su come piegare in curva, noi che, nonostante i 40 anni in sella alle moto e agli scooter più disparati, a volte facciamo ancora fatica a comprenderlo. E Luca, con la sua semplicità, con la sua facilità di espressione, ci aveva detto, mimando il gesto, che bastava scendere con il gomito, piegarlo verso il basso. Così, piano piano, abbiamo provato e, sia pure a fatica, ci stiamo riuscendo. Una sciocchezza potrà pensare chi non è abituato alle due ruote, ma molto, molto importante per coloro che, al contrario, ci viaggiano regolarmente.
Ci mancherà e non è un luogo comune o una frase fatta. Sapevamo che, prima alla Serchio Motori e poi a San Giuliano Terme, c'era sempre qualcuno, lui, una sorta di tappa fissa, alla quale ben volentieri sostavamo per sentire un po' di umanità e di amicizia. Adesso, purtroppo, non sarò più così e l'unica consolazione, ammesso che tale si possa considerare, è che se è vero che la morte cancella ogni cosa e lascia sempre la sensazione di un qualcosa di non detto e di incompiuto, noi, a Luca, abbiamo sempre fatto sentire, in ogni circostanza, quanto tenevamo alla sua amicizia e quanto lo considerassimo vicino in tutti i sensi, anche idealmente.
Dove sia, in questo momento, impossibile saperlo, ma come la canzone di Gianluca Grignani che da qualche tempo ci ronza nelle orecchie, la sua destinazione, inevitabilmente e immancabilmente, ammesso che esista davvero, non può essere che quella del Paradiso.
I funerali si terranno alla chiesa di Sant'Alessio domani pomeriggio giovedì 4 aprile alle 15.
Foto Ciprian Gheorghita

