Cronaca
In Versilia il Giro-E Enel conquista il cuore della gente, grande entusiasmo per la 7° tappa da Forte dei Marmi a Massa
Se il Giro d'Italia ha ormai conquistato il cuore della Versilia con il quarto anno consecutivo di corsa rosa, coronata ieri da una crono stellare di Filippo…

AB Yachts torna al Salone Nautico di Venezia con AB 80 e AB 100
AB Yachts, specializzato nella costruzione di yacht ad alte prestazioni, annuncia la partecipazione al Salone Nautico di Venezia, in programma presso…

Il cuore batte forte in Versilia: grande successo per la prima edizione di “Versilia by Heart”
Si è tenuta nei giorni scorsi (15 e 16 maggio) la prima edizione del congresso “Versilia by Heart”, organizzato dalla direttrice della Cardiologia del Versilia Maria Laura…

Italia Nostra Toscana: "Le Alpi Apuane stanno scomparendo. Serve una nuova alleanza per salvarle"
«In occasione dell'incontro "Alpi Apuane – A 10 anni dagli Stati Generali di Pietrasanta", Italia Nostra sente il dovere morale e civile di richiamare con…

Torna la Giornata Europea dei Parchi: ecco le iniziative del Parco delle Apuane
Come ogni maggio torna la Giornata dei Parchi. Le sue origini sono legate alla celebrazione dei grandi parchi naturali istituiti nel mondo tra la fine…

Confindustria e Confindustria Toscana Nord facilitatori del dialogo sulla riforma scolastica 4+2
È ufficialmente partito il percorso Ministero-Confindustria per sostenere la filiera formativa tecnologico-professionale, il cosiddetto 4+2. La prima tappa è andata in scena a Vicenza, mentre giovedì 14 maggio l'iniziativa…

Italia Nostra Versilia per una discontinuità con la precedente gestione del parco di San Rossore
"In settimana prossima si riunirà la Comunità del Parco regionale di San Rossore Massaciuccoli Migliarino Pisano Vecchiano per scegliere il nominativo del nuovo presidente da…

Giro d'Italia 2026: variazioni alla viabilità e impatto sui servizi sanitari nei territori di Capannori, Lucca, Versilia, Massa e Carrara
In occasione dell'11ª tappa del Giro d'Italia 2026 (Porcari-Chiavari), prevista per mercoledì 20 maggio, in particolare il territorio della Piana di Lucca sarà interessato da importanti modifiche…

Claudio Grandi, vicepresidente di Italia Nostra Versilia: "Ma dove vai se la vinca non ce l'hai"
"Tutta la pineta adiacente lo stadio e quella della Lecciona ricadono sotto la tutela di Natura 2000". Lo afferma in una nota Claudio Grandi Vicepresidente…

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Giustizia e futuro sono le due parole che contraddistinguono questa lunga giornata di commemorazione.
Come ogni anno la città non ignora quello che successe il 29 giugno del 2009, quando un treno, a seguito di uno svio, provocò il danneggiamento di una cisterna di gpl che esplose portando alla morte 32 persone e centinaia di feriti.
Non una tragedia, ma una vera e propria strage. Da allora una lunga serie di processi, come a trascinare un dolore infinito, non solo dei familiari delle vittime, ma di tutta la città.
La conferma di questo si è avuta questa sera, quando un corteo di più di 3mila persone ha sfilato dalla stazione fino alla via Ponchielli, teatro della strage, passando per la Passeggiata.
La giornata è iniziata presto, con la messa, alla quale mancavano alcuni familiari perché erano in delegazione a Firenze a seguire il susseguirsi dei processi. Dopo il convegno del pomeriggio e la cena al dopo lavoro ferroviario, il lungo corteo ha attraversato il cuore della città.
Davanti alla stazione, su un apino improvvisato a palco, tre ferrovieri hanno portato le loro testimonianze. “Noi ferrovieri – spiega Rossana Pezzini ex ferroviere in pensione - abbiamo condotto una vertenza sindacale per mantenere il turno delle 24 ore del capostazione. Così quella notte di 14 anni fa, la presenza del capostazione è stata fondamentale, perché ha fermato due treni che sarebbero entrati in stazione, amplificando l’incidente”. Non solo quindi l’annoso problema della desertificazione delle stazioni, ma si è dato voce anche alla questione del sistema frenante che pochi mesi fa ha rischiato di provocare esattamente nel solito punto, esattamente con lo stesso tipo di treno, una catastrofe simile a quella del 2009.
Coraggiosa la scelta di partire proprio dalla stazione con un corteo che si è svolto nel silenzio.
Moltissime le associazioni presenti e moltissimi gli striscioni per non dimenticare. Dopo il primo gruppo dei familiari della strage, erano presenti vari rappresentati dell’amministrazione, tra cui il vicesindaco Alberici.
Molte le bandiere italiane legate a lutto e i negozi con la saracinesca mezza abbassata a dimostrazione di un dolore vivo.
Commovente la sosta alla croce verde, dove Eletta Vivoli ha incontrato i familiari e deposto la corona tra le 32 piccole girandole: “Bisogna chiedere giustizia – ha detto Vivoli – non bisogna mollare. Continuare a essere vicino a queste famiglie!”.
Se l’anno passato il corteo era rumoroso e agitato, anche a causa della decisione del comune di Viareggio, quest’anno era silenzioso, forte, determinato.
Schierati alla fine del cavalcavia, tutte le associazioni con gli striscioni, in un simbolico tappeto rosso caratterizzato da un infinito applauso, non solo ai familiari, ma a tutto il corteo, hanno dimostrato l’importanza di ogni persona presente.
Un silenzio che è stato rotto prima dalla commovente canzone di Bassanese e poi non dai familiari della strage, ma da tutta una serie di rappresentanze di stragi simili. Stragi sul lavoro, stragi legate alla sicurezza, che hanno tutte un comune denominatore, nessun condannato.
Tante le voci, il comitato delle vittime di san giuliano, il comitato delle vittime del Vajont, Noi siamo 141 della Moby Prince e il comitato Matteo Valenti.
Tante voci per una sola voce che parlava di giustizia e di denaro: “Certe tragedie non si evitano – ha detto Lucia del comitato del Vajont – perché dopo la tragedia c’è sempre la ricostruzione e la ricostruzione mette in moto un business che porta benessere, anche se questo benessere costa la vista di duemila persone. Il Vajont, anche la cassazione l’ha confermato, era una tragedia prevista e prevedibile. Si piange sempre, quando oramai le cose sono successe. Noi dovremmo imparare dai nostri cugini francesi a protestare e a fare sì che si dica basta a questo mondo che non è quello che vorrei”.
Chiare le parole di tutti, che non si focalizzano sul singolo fatto, ma accomunano ogni tragedia e ogni strage, in modo che il passato sia di esempio per il futuro. Dalle loro testimonianze si sente la forza di queste persone, che anche per sessant’anni hanno continuato a chiedere giustizia, a chiedere che alcune procedure cambiassero in modo che quello che è successo non si ripetesse. Tutti rivendicano una verità che è stata molto chiara nelle parole di Gloria Puccetti comitato Matteo Valenti : “La storia di Matteo appartiene alla categoria delle morti sul lavoro e ci ho messo tanto a abituarmi a questo concetto. Pensavo che accadesse agli altri, non pensavo che potesse mai succedere alla nostra famiglia”.
Mentre le testimonianze continuano i treni, sullo sfondo, fischiano in un abbraccio che fa vibrare le ossa. Basterebbe un attimo, un semplice errore, un controllo saltato, un materiale scadente per risparmiare e come 14 anni fa, in questo esatto momento, uno di quei treni, alcuni carichi di gpl, potrebbe deragliare e prendere fuoco, uccidendo tutti i partecipanti in una macabra dimostrazione che come ha detto la Puccetti nessuno pensa che capiti a lui, ma la verità è che siamo tutti potenziali vittime.
Le seggiole vuote, con i volti stampati sulle magliette silenziose, mentre i nomi delle 32 vittime venivano letti da un gruppo di ragazzi del liceo scientifico. Alcune voci giovani, si sono incrinate dalla commozione nel dire le età di alcune vittime, nel ricordare alcuni nomi, mentre da lontano, la campanella della casina dei ricordi scandiva ogni singolo nome, ogni singola persona.
Una giornata che rimane dolorosa e commovente, che nasconde il cuore grande di chi, non vuole che altri passino l’inferno che stanno attraversando loro. Una giornata che non è solo memoria, ma che vuole essere giustizia e futuro.
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Sono gli ultimi giorni per visitare la mostra “Omaggio a Milziade Caprili”, organizzata dalla Fondazione intitolata al senatore viareggino con la collaborazione dell’amministrazione comunale, in occasione del decimo anniversario della sua scomparsa. La rassegna, inaugurata a Villa Paolina il 17 giugno, resterà aperta fino a domenica 2 luglio, con orario 18-23.
Venti autori viventi, tutti versiliesi, e quaranta opere realizzate con tecniche diverse e rispondenti a stili e tendenze assai variegate. Si va dall’arte figurativa, variamente declinata, al geometrico, all’astratto, all’informale: quello che unisce le differenti ispirazioni è appunto la comune appartenenza a una terra, la nostra, di grandi tradizioni artistiche.
È quello che è stato spiegato da Adolfo Lippi e Angelo Dionigi Fornaciari in occasione dell’affollatissima apertura della mostra. Anche Fausto Bertinotti ha voluto mandare un messaggio di saluto.
In mostra fino a domenica, per questo viaggio tra i vari orientamenti artistici dei nostri giorni, opere di Franco Anichini, Brunello Baldi, Mario Baroni, Guido Berti, Antonino Bove, Daniele Cinquini, Ferdinando Coppola, Lorenzo D’Andrea, Giorgio Di Giorgio, Glauco Di Sacco, Marco Dolfi, Angelo Dionigi Fornaciari, Sandro Luporini, Marzia Martelli, Giuliana Pardini, Piergiorgio Pistelli, Lisandro Ramacciotti, Pina Sanié, Valente Taddei e Giancarlo Vaccarezza.
Viareggio 29 giugno 2023


