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Asl - Emicrania, medicina di genere e ascolto: pubblicati gli atti della conferenza dei Bollini rosa
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Allerta meteo arancione dalle 17 di mercoledì 7 ottobre fino alle 17 di giovedì 8 ottobre
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Giornata Mondiale della Vista 2026: da oggi tre appuntamenti gratuiti con UICI Lucca per prendersi cura dei propri occhi
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Un evento incentrato sull'ormai collaudato progetto "Sostenibilità-Usa la testa!", l'altro sulle anticipazioni di uno studio innovativo per la mitigazione del rischio idrogeologico: questi i due appuntamenti organizzati per oggi da Confindustria Toscana Nord per la quarta edizione di Pianeta Terra Festival, di cui l'associazione è realizzatrice in compartecipazione.
Sintesi e commento generale della presidente di Confindustria Toscana Nord Fabia Romagnoli
"La nostra partecipazione a Pianeta Terra Festival si è svolta quest'anno su un doppio binario: con la conferma del buon successo di 'Sostenibilità-Usa la testa!', di cui abbiamo concluso la terza edizione e lanciato la quarta, e con un argomento strettamente legato al tema 'Sistemi instabili' del festival di quest'anno, cioè il rischio idrogeologico. In entrambi i casi riteniamo di aver introdotto elementi di innovazione: da un lato nella formazione dei giovani per la sostenibilità, dall'altro nell'approccio al tema della mitigazione dei rischi idraulici derivanti dal cambiamento climatico.
'Sostenibilità-Usa la testa!' non cessa di darci soddisfazioni. Era nato come un esperimento ambizioso, con l'obiettivo di presentare la sostenibilità nella sua complessità, fuori da quegli stereotipi che espongono facilmente alle lusinghe del greenwashing; l'idea era ed è quella di far comprendere ai giovani che la sostenibilità non è un'etichetta applicabile a piacere per fini di marketing, ma una caratteristica misurabile che coinvolge una molteplicità di fattori e che è valutabile attraverso la metodologia dell'LCA-Life Cycle Assessment. Nei seminari realizzati in aula con la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa-Istituto di management i 150 studenti partecipanti hanno appreso i principi di base dell'LCA e li hanno applicati in propri elaborati: è bello e interessante vedere come questi giovani abbiano saputo entrare nelle logiche dell'LCA, che prima ignoravano. Abbiamo premiato gli elaborati di studenti degli istituti Buzzi di Prato, Carrara-Nottolini-Busdraghi di Lucca e Sismondi-Pacinotti di Pescia, arrivati rispettivamente primi, secondi e terzi al concorso collegato al progetto. I buoni risultati che sono emersi anche quest'anno ci hanno spinto a promuovere una nuova edizione, la quarta.
Del tutto inediti invece i contenuti del secondo evento 'Clima, fiumi, territorio: un nuovo approccio per mitigare il rischio idrogeologico'. Oggi il professor Enio Paris ha anticipato una piccola parte dello studio che come Confindustria Toscana Nord gli abbiamo commissionato e che presenteremo a breve ufficialmente e per intero. Professore emerito di idraulica dell'Università di Firenze e membro del Comitato tecnico-scientifico della Regione Toscana per i nuovi approcci alla riduzione del rischio idraulico, Paris ha realizzato per noi uno 'Studio per la valutazione del rischio idraulico da collasso arginale in alcune zone delle province di Lucca, Pistoia e Prato', precisamente per gli argini del Serchio nel tratto della Media Valle, dell'Agna in tutto il suo percorso e del Bisenzio fino alla confluenza del Fosso Reale. La metodologia applicata è incentrata non tanto, come avviene solitamente, sulle probabilità maggiori o minori di mancata tenuta degli argini bensì sull'individuazione delle porzioni degli argini stessi che in caso di rottura possano provocare i danni maggiori. Le anticipazioni avvenute oggi a proposito del Serchio hanno già portato un contributo interessante sulla necessità, per evitare potenziali danni all'area industriale di Diecimo, del prolungamento dell'argine, oltre che di una manutenzione mirata su sedimenti e vegetazione. I risultati dello studio, una volta presentato nella sua interezza, saranno messi a disposizione sia degli enti pubblici sia anche dei nostri soci, per consentire loro eventuali iniziative di mitigazione come imprese singole o gruppi di imprese."
I due eventi in dettaglio
"Sostenibilità-Usa la testa!", terza edizione: i vincitori del concorso
Pianeta Terra Festival è stato, come è ormai tradizione, l'occasione per tirare le somme del progetto "Sostenibilità-Usa la testa!": quest'anno si è giunti al termine della terza edizione, lanciata all'inizio dell'anno scolastico 2024-2025 sempre al festival lucchese. La presidente di Confindustria Toscana Nord Fabia Romagnoli e il professor Fabio Iraldo, ordinario presso la Scuola Sant'Anna di Pisa - Istituto di Management e direttore di ricerca presso GREEN – Istituto di Economia e Politica dell'Energia e dell'Ambiente dell'Università Bocconi, hanno premiato i vincitori del concorso collegato al progetto. Ha illustrato i progetti e le motivazioni dei premi Francesca Albano, ricercatrice della Scuola Superiore Sant'Anna e docente dei seminari seguiti dai ragazzi. A presentare e animare l'evento anche quest'anno Nicola Lamberti, giovane influencer e divulgatore in tema di sostenibilità. Alla terza edizione del progetto hanno partecipato 150 studenti di 5 scuole delle province di Lucca, Pistoia e Prato, precisamente degli istituti Arrigo Benedetti di Porcari, Carrara-Nottolini-Busdraghi di Lucca, Sismondi-Pacinotti di Pescia e Tullio Buzzi di Prato, oltre che del liceo artistico Umberto Brunelleschi di Montemurlo.
Primo classificato un gruppo dell'Istituto Tullio Buzzi di Prato, costituito dagli studenti Francesco Barni, Andrea Franchi e Giacomo Lombardo, accompagnato dai docenti Simona Ciardi, Francesca Alfarano e Lucrezia Mainardi. Il loro lavoro ha come titolo: "Meglio nuovo o 'second-hand'? Il caso di una T-shirt in cotone realizzata in Italia". Alla scuola è andato il premio in denaro offerto da Confindustria Toscana Nord, ai ragazzi un attestato in carta riciclata, legato con un nastro a sua volta di fibre tessili rigenerate, e il trofeo diventato il simbolo di "Sostenibilità-Usa la testa!": una testa femminile che richiama il logo del progetto e la sommità vegetale della torre Guinigi. Il trofeo è stato ideato dal designer lucchese Stefano Giovacchini e stampato, utilizzando PET proveniente dal riciclo delle bottiglie di plastica, dalla sua società r3Direct, specializzata nella stampa 3D con materiali riciclati o naturali. Il trofeo contiere una pianta viva, ospitata da un vaso di cartone fibrato riciclato e riciclabile. Alcuni dei materiali sono forniti dagli imprenditori Giorgio Bartoli e Giulio Grossi, ai quali è andato il ringraziamento della presidente Romagnoli.
Secondo classificato il gruppo di studenti dell'istituto Carrara-Nottolini-Busdraghi di Lucca costituito da Alessandro Cesca, Isabella Codiglione, Federico Frigeri, Edoardo Pieri, Daniele Sabbioni e Vyana Warnakulasurya, accompagnati dalla docente Alessandra Gaudiano con il lavoro "Meglio smaltire o riciclare le capsule di caffè in alluminio?".
Terza posizione invece per gli studenti dell'Istituto-Sismondi Pacinotti di Pescia Kevin Bisoc, Cristian Ghera, Marco Paccosi, Federico Pasquinelli, Thomas Sabbatini e Samuele Xillo, con il lavoro "Meglio da agricoltura tradizionale o biologica? Il caso della banana". I ragazzi erano accompagnati dai docenti Francesco Caparello e Mario Ferreri.
Anche ai secondi e terzi classificati l'attestato e i complimenti degli organizzatori.
La quarta edizione del progetto è aperta a tutte le scuole secondarie di secondo grado delle province di Lucca, Pistoia e Prato, che possono iscrivervi, fino al 12 dicembre, le classi terze e quarte. Il programma è quello consueto: un primo modulo di carattere seminariale e un secondo modulo, direttamente collegato al concorso, finalizzato alla redazione di elaborati degli studenti ispirati ai principi dell'LCA.
Le attività del progetto possono essere fatte valere ai fini dell'alternanza scuola-lavoro. Le informazioni sono disponibili sulla pagina del progetto sul sito di Confindustria Toscana Nord.
Il rischio idrogeologico da un punto di vista innovativo: le anticipazioni dello studio commissionato da Confindustria Toscana Nord
Il secondo degli eventi organizzati da Confindustria Toscana Nord era particolarmente in linea col tema "Sistemi instabili" dell'edizione 2025 di Pianeta Terra Festival.
Punto di partenza la considerazione che la Toscana sta sperimentando un momento di particolare criticità dal punto di vista idrogeologico: anche recentemente la regione è stata colpita da alluvioni e frane che hanno messo a repentaglio la vita delle persone e l'economia del territorio. Gli strumenti tradizionali di lotta al dissesto sono messi a dura prova dal cambiamento climatico da un lato e dalla fragilità del reticolo fluviale dall'altro: necessari quindi soluzioni e metodi innovativi.
Confindustria Toscana Nord ha voluto dare un proprio contributo alla pianificazione di futuri interventi dei soggetti pubblici e di misure prudenziali che potrebbero essere adottate dalle imprese stesse, allo scopo di massimizzare gli effetti delle iniziative volte alla mitigazione del rischio. E' stato quindi affidato dall'associazione lo 'Studio per la valutazione del rischio idraulico da collasso arginale in alcune zone delle province di Lucca, Pistoia e Prato' alla società Orisha, con il coordinamento di Enio Paris, professore emerito di Idraulica dell'Università di Firenze e membro del Comitato tecnico-scientifico della Regione Toscana per i nuovi approcci alla riduzione del rischio idraulico.
Lo studio, ormai ultimato, è finalizzato allo screening di alcuni dei tratti più critici degli argini di tre corsi d'acqua: il Serchio nel tratto della Media Valle; l'Agna in tutto il suo percorso; il Bisenzio fino alla confluenza del Fosso Reale. La metodologia applicata è incentrata non tanto sulle probabilità maggiori o minori di mancata tenuta degli argini quanto sull'individuazione delle porzioni degli argini stessi che nel caso si rompano possano provocare i danni più gravi.
Nell'evento a Pianeta Terra Festival è stata data dal professor Paris un'anticipazione della parte dello studio che riguarda il tratto del Serchio che costeggia l'area di Diecimo, comprendente anche un'importante area industriale. Lo studio evidenzia che la realizzazione da parte del Genio Civile di Lucca di un nuovo argine sia stata estremamente opportuna, ma che rimane un tratto di 100-200 metri a valle della struttura su cui si potrebbe aprire una breccia molto pericolosa per la sicurezza idrica soprattutto dell'area industriale: un quadro che rende quindi consigliabile un prolungamento del nuovo argine. Dall'esame di quello stesso tratto del Serchio è emerso anche un andamento asimmetrico della corrente sulle due sponde del fiume, con la parte destra (ancora quella difesa dall'argine) che subisce maggiore pressione a causa della distribuzione non uniforme di sedimenti e vegetazione. Si rende quindi necessaria la valutazione di eventuali interventi, sulla scorta, ha detto il professor Paris, degli indirizzi che emergeranno dalle linee guida, di imminente emanazione, dell'autorità di distretto Appennino settentrionale.
Sul tema della gestione di sedimenti e vegetazione, complesso e delicato dato che coinvolge aspetti sia di sicurezza idrogeologica sia di tutela della biodiversità, è stato presentato durante l'evento anche un contributo video di Fabio Zappalorti, direttore generale di ANBI Toscana, l'Associazione dei consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue, che ha evidenziato l'importanza di una corretta gestione degli aspetti di manutenzione ai fini dell'obiettivo prioritario della tutela della sicurezza pubblica.
All'evento, coordinato anch'esso da Nicola Lamberti, hanno partecipato con contributi importanti Giovanni Massini, a capo della Direzione Difesa del suolo e Protezione civile della Regione Toscana, e Giorgio Bartolini, meteorologo ricercatore presso il LaMMA, il consorzio costituito fra CNR e Regione Toscana.
Lo studio completo sui tratti esaminati di Serchio, Agna e Bisenzio verrà presentato a breve da Confindustria Toscana Nord e posto a disposizione degli enti pubblici e delle imprese associate.
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AB Yachts, brand di Next Yacht Group e da oltre trent'anni emblema di potenza, adrenalina e innovazione sull'acqua, alza nuovamente l'asticella e presenta il nuovo AB 95: 6.000 cavalli di potenza pura, 50 nodi di velocità massima, assenza quasi totale di vibrazioni. È la massima espressione della filosofia AB Yachts: alte prestazioni, ingegneria estrema e un design che non chiede permesso per farsi notare. Sviluppato con lo studio Archea Associati, l'AB 95 ha debuttato in anteprima mondiale al Cannes Yachting Festival 2025.
Lunghezza 28,45 metri per 6,80 di larghezza e tre ponti. Quattro cabine per armatore e ospiti fino a 10 posti letto. Altre due cabine per quattro membri di equipaggio. Ogni dettaglio racconta il know-how accumulato in oltre tre decenni di storia del cantiere: materiali pregiati e di ultima generazione, soluzioni tecniche all'avanguardia e un sistema di propulsione ad alte prestazioni.
"Con AB 95 abbiamo voluto far evolvere l'eredità del nostro progetto di AB 110, portando avanti un percorso che unisce tradizione e innovazione. Il risultato ottenuto è frutto della fusione tra l'esperienza trentennale di AB yacht nel campo della nautica e quella del nostro studio (Archea Associati) nel campo della progettazione architettonica e del design, dando vita ad una barca dalle più avanzate soluzioni ingegneristiche, con materiali e finiture di alta qualità. Uno yacht dall'eleganza senza tempo, in perfetto l'equilibrio tra design e funzionalità, tra performance e comfort. La nuova AB 95 è per chi desidera prestazioni sportive elevate in mare aperto senza rinunciare ad un'alta qualità degli spazi interni ed esterni in continuità tra loro. Siamo orgogliosi di questo progetto, che rappresenta una sintesi perfetta tra passato, presente e futuro della nostra visione nautica." ha dichiarato Marco Casamonti, Creative Director di Archea Associati.
Esterni. Le linee dell'AB 95 portano la firma di Archea Associati, uno degli studi più visionari della scena internazionale, che ha lavorato a stretto contatto con il cantiere per reinterpretare l'heritage sportivo di AB Yachts. Il risultato è un profilo dinamico e deciso, caratterizzato dal parabrezza di plancia con inclinazione rovesciata in avanti che regala un flybridge più esteso, trasformandolo in un autentico belvedere sospeso sul mare. La simmetria diventa cifra stilistica e funzionale: la doppia scala di poppa che conduce al fly e la doppia scala che scende al lower deck conferiscono equilibrio estetico e fluidità di movimento. L'atmosfera complessiva è quella di un rifugio sofisticato ma sportivo, dove eleganza e performance convivono in perfetta armonia.
Interni. Il design degli interni è pensato per celebrare la luce e il contatto costante con il mare. Materiali pregiati come il parquet in teak e le pelli da concerie Made in Italy dialogano con dettagli high-tech come gli strip LED integrati e i soffitti chiari che amplificano la luminosità. Lo stile è minimale ma caldo, con un'estetica che coniuga rigore e raffinatezza. Ogni ambiente diventa un invito a rilassarsi senza perdere mai di vista la natura sportiva dell'imbarcazione: il mare entra in ogni spazio attraverso ampie vetrate e soluzioni di design che amplificano la connessione visiva con l'orizzonte.
Main Deck. Il ponte principale introduce una soluzione inedita: la cucina laccata nera integrata nel salone, perfetta anche come cocktail bar, per una fruizione più conviviale del salone che diventa così un unicum con l'area di poppa. Una scelta questa che libera spazi nel lower deck permettendo una cabina ospiti in più. Qui, estetica e funzionalità si incontrano: superfici in teak che proseguono senza soluzione di continuità tra esterni e interni, arredi dalle forme morbide e scale in teak dalle linee sinuose che disegnano percorsi fluidi. Il main deck è completato da un day-head per massimizzare la fruibilità degli spazi e da una beach area di poppa totalmente attrezzata, con accesso diretto al mare e garage capace di ospitare un tender fino a 4,5 metri e un jet ski.
Lower Deck. Il lower deck è dedicato alla massima vivibilità. Ospita quattro cabine per gli ospiti – di cui due a tutto baglio e due twin con letti scorrevoli e ribaltabili – e due cabine equipaggio. La doppia scala di accesso in teak rafforza l'identità estetica e la funzionalità del progetto. I bagni sono caratterizzati da mobili cannettati in legno, che creano sofisticati giochi tridimensionali e un'eleganza senza tempo, confermando la ricerca di dettagli artigianali che rendono unico ogni ambiente.
Sundeck. Il flybridge dell'AB 95 rappresenta uno degli spazi più iconici dell'imbarcazione: un sundeck ampio e vivibile, caratterizzato dalla vetrata reverse che definisce il profilo esterno della barca e diventa elemento architettonico distintivo. Qui, relax e convivialità si fondono: un'enorme terrazza en plein air sospesa sull'acqua, raggiungibile dal pozzetto di poppa tramite due scale esterne in carbonio. Un luogo pensato per vivere il mare da protagonista, con lo sguardo rivolto all'orizzonte.
Prestazioni. Il nuovo AB 95 conferma l'anima sportiva che da oltre tre decenni contraddistingue AB Yachts. Spinto da tre motori MAN V12 da 2.000 hp e waterjet MJP (due steerable + un booster centrale), raggiunge una velocità massima di 50 nodi, mantenendo al contempo silenziosità, totale assenza di vibrazioni e un'eccezionale tenuta al mare, anche grazie al sistema di stabilizzazione Seakeeper 26. Un concentrato di potenza da 6.000 cavalli che si traduce in pura adrenalina, ma sempre con la garanzia di sicurezza, comfort e fluidità di navigazione. L'AB 95 non è solo un'imbarcazione veloce: è l'emblema di una filosofia costruttiva che porta la nautica sportiva a un nuovo livello di eccellenza.
Principali dati tecnici:
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Lunghezza fuori tutto (L.O.A) |
28,45 M / 93'4" |
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Larghezza massima |
6,80 M / 22'4" |
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Immersione a pieno carico |
1,35 M / 4'5" |
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Dislocamento a pieno carico |
93 T / 205.029 lb |
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Motori principali |
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[3] MAN V12-2000 hp/each (1471 kW @ 2300 rpm) |
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[2] MJP steerable waterjets |
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[1] MJP central booster |
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